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15/11/2008

“Educare nel tempo": l'accoglienza murialdina a Lucera



Diciassette anni sono tanti e raccontarli in una pubblicazione e ancor di più in un convegno non è stato facile.

L'idea di fermare su carta momenti importanti della vita dell'accoglienza murialdina a Lucera è stata portata avanti con tenacia dalle tre componenti che si sono impegnate a sostenere questo servizio: l'Opera San Giuseppe, l'associazione Famiglia Murialdo e la Cooperativa Paidòs.

Oggi guardando indietro a quel lontano 1991, anno in cui sono nati il Centro Diurno e la prima Casa Famiglia, non si può che essere soddisfatti del lavoro compiuto in perfetta sintonia con tante persone che costituiscono quella rete invisibile che ancora oggi consente di andare avanti.

Ogni nodo di questa rete è rappresentata da un nome: Maurizio, Roberto, Pina, Antonietta, Marco, Gigia, Clementina, Loredana, Angela, Salvatore, e tanti altri nomi che hanno rappresentato e rappresentano il valore aggiunto, la forza e lo stimolo per gli educatori per "fare il bene e farlo bene" come amava ripetere San Leonardo Murialdo.

Oggi ripercorrendo le 159 storie intrecciate negli anni (tanti sono i ragazzi che dal 1991 al 31 dicembre scorso hanno "animato" il Centro Diurno, la Casa Famiglia Femminile e il Nucleo Residenziale per Adolescenti) vien da sorridere ripensando ai tanti momenti felici di crescita, di gioco, di "stare insieme" ma anche le paure, le delusioni e le difficoltà incontrate.

L'importanza di un momento di riflessione, per elaborare, "a bocce ferme", il percorso fatto e quello in divenire risiede appunto nella capacità di interrogarsi sulle metodologie utilizzate per prevederne di nuove a più attuali e a tal fine il contributo offerto dalla preside Prof.ssa Pinto Minerva della Facoltà di Scienze della Formazione Continua di Foggia, dal dott. Arena in merito al suo incarico di garante provinciale per l'infanzia e l'adolescenza è stato un apporto valido e qualificato alla crescita dell'accoglienza.

Le relazioni di p. Fernando, direttore dell'Opera, di Marco Di Sabato, presidente della Paidòs e di Clementina Capogrosso a nome dell'associazione "Famiglia Murialdo" hanno aggiunto valore alla discussione che è stata inoltre arricchita dalle testimonianze della dott.ssa Ciardulli a nome dell'Ufficio Servizio Sociale Minorenni di Bari e della dott.ssa Coduti impegnata alla Questura di Foggia, ufficio Minori.

Consapevoli dell'importanza vitale "di fermare la giostra" per riflettere a voce alta con l'ausilio dei circa 60 presenti al convegno, addetti ai lavori e non, la Paidòs con l'Opera San Giuseppe e la Famiglia Murialdo continuerà questo suo percorso di approfondimento e sviscerazione per cercare sempre più di rintracciare il segnale debole nascosto tra mille segnali forti che quotidinamente i "nostri" ragazzi ci inviano.

[M. Di Sabato]



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2008 - Lucera: convegno "Educare nel tempo"


 
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