Tirana: Preghiera per la pace - News - Provincia Italiana dei Giuseppini del Murialdo


Tirana: Preghiera per la pace


E' stata una mattinata molto intensa, a dire la verità, quella trascorsa sabato 17 gennaio presso l'Università di Medicina "Madonna del Buon Consiglio", retta dai Padri Concezionisti a Tirana, assieme a circa 200 ragazzi della nostra diocesi, presente anche un gruppo di Fier con Luca Preciso.

Con p. Giovanni Salustri e l'equipe di Pastorale Giovanile si è pensato al tema della povertà, come lo ha affrontato Benedetto XVI nel messaggio del 1° gennaio 2009: "Combattere la povertà, costruire la pace"; partendo dalla povertà materiale per arrivare alla povertà culturale e spirituale come cause dei conflitti nel mondo.

Ci ha parlato per una ventina di minuti il prof. Tito Gallas, partendo dalla sua esperienza personale (di famiglia italo-tedesca) all'indomani della fine della 2° guerra mondiale e la necessità di guardare al futuro e di superare le inimicizie del passato.

Poi è stata la volta del missionario domenicano p. Ivan, di origine maltese e attualmente parroco presso la parrocchia S. Domenico di Durazzo, il quale ci ha ha esposto le forme di povertà che si vivono qui in Albania.

Poi un momento di animazione con "bans" e la possibilità di fare una breve pausa; dopodiché la tappa più importante, quella della preghiera alternata da canti, dei salmi proiettati sullo schermo della sala e altre preghiere.

Durante la preghiera c'è stata la testimonianza molto semplice e ammirevole di una giovane coppia di sposi: che bello vedere che anche in Albania ci può essere un ragazzo e una ragazza (di cultura e situazioni familiari diverse e problematiche) che scelgono il battesimo e il matrimonio cristiano con consapevolezza e rincoscenza, nonostante i problemi familiari, quelli dello studio e del lavoro. Petro di Puka (Nord Albania) di famiglia cattolica tradizionale e Rudina di Vlora (Sud Albania) proveniente da una famiglia atea e con genitori divorziati, ci hanno testimoniato come è possibile arrivare a vivere la pace nella loro vita, con la forza della fede e i sacrifici che essa comporta.

Al termine della preghiera e dell'incontro, come impegno personale ognuno ha scritto una frase su un pezzo di carta e l'ha posato in un cestino. Dopodiché  verso mezzogiorno e tre quarti ci siamo salutati con il gesto simbolico di lanciare in aria due colombe.


Hanno collaborato soprattutto: Domenico, studente siciliano gesuita, Aleksanda, studente universitaria albanese, suor Suela, religiosa albanese delle adoratrici del preziosissimo sangue, suor Adelina religiosa albanese di suor G. Antida, Giuseppe, studente e animatore salesiano.


[F. Guarnati]