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20/08/2009

Pellegrinaggio Giovani della FdM in Terra Santa


Per la prima volta sono in difficoltà nel dover scrivere un articolo, uno scritto in forma impersonale. Il viaggio in Terra Santa è stato, infatti, un viaggio al cuore di ciascuno: un’esperienza troppo personale per poter essere facilmente generalizzata.

Sono in te tutte le mie sorgenti, dal salmo 86, il titolo del Pellegrinaggio dei Giovani della Famiglia del Murialdo e il contenuto, il trait d’union, che ha accompagnato la preparazione logistica e spirituale alla partenza.

Ed eccoci, 81 partecipanti, 71 giovani da ogni parte d’Italia e 10 confratelli giuseppini a guida di un gregge indisciplinato e, a tratti, emozionato: cavolo, un viaggio alle nostre origini nella terra di Gesù! Chi non fremerebbe nell’atterrare a Tel Aviv?!

Ma è stato molto di più. Da Nazareth, nella Basilica dell’Annunciazione, a Betlemme, la Città del Pane dove il Signore è nato per farsi nostro “pane”, passando per il Lago di Tiberiade, così spesso sfondo di racconti evangelici; il Mar Morto, dove abbiamo trascorso una notte incredibile e assistito ad un’alba commovente, e, ancora, attraverso la fatica per la salita al Tabor e per il cammino nel deserto di Giuda, in un crescendo inspiegabile, siamo giunti a Gerusalemme.

Le immagini, i suoni e gli odori si mescolano nel ricordo: la porta di Jaffa, la nostra prima “vista” sulla città, il Western Wall - il muro del pianto, la Spianata delle Moschee, il Monte degli Ulivi, il Santo Sepolcro, riportano alla mente le pagine evangeliche che raccontano della Passione e che ora acquistano un altro sapore, accompagnate dal suono della tabala, dal vociferare del suk e dal profumo di spezie e incensi che aleggia in ogniddove.

Ogni luogo, ogni immagine sembra dirci il Signore è passato qui: ogni luogo fino al Santo Sepolcro dove quella voce si fa più forte. Il Signore non è qui, non è su quella pietra: il Signore è risorto, è in mezzo a noi, il Signore è nelle nostre case, il Signore è perfino in questo assurdo conflitto che attanaglia palestinesi e israeliani. Il Signore è, soprattutto, negli sguardi delle persone che incontriamo, è nell’incontro con i testimoni che abbiamo conosciuto e ascoltato: da Violette, farmacista cristiana di Nazareth ad Hanna Weiss, sopravvissuta della Shoah, da Abuna Feras, parroco cristiano di Gerico, a P. Raed di Taibeh, da Ben e Mazen dell’associazione Parent’s Circle, fino a Sr Donatella del Baby Charitas Hospital e a fr. Pizzaballa, custode dei luoghi santi.

 

Incontri e testimonianze che ci hanno portato oltre i luoghi.

 

Un modo forte per ricordarci che la nostra fede non è la fede dei luoghi ma la fede della Parola, viva e vera, strumento di relazione con il Signore; un esempio stupendo di come le parole – e la Parola – possiedano capacità di creare mondi, di nutrire non solo speranze ma, anche, realtà concrete: di trasfigurare le nostre vite. E trasfigurare non è camuffare bensì portare a compimento, far risorgere la nostra vita: proprio qui, alle sue sorgenti, offrendo a Dio i “nostri corpi”, il nostro tempo, le nostre relazioni. Siamo dunque sollecitati a rimetterci in sesto, a renderci conto che i conflitti che non ci fanno vivere bene con gli altri sono solo conseguenza dei nostri conflitti interiori, che dobbiamo superare per vivere in mezzo ai fratelli e stabilire con loro relazioni nuove da persone trasformate, pacificate: ad immagine di Dio.

 

Rabbi Bunam, di cultura chassidica, insegnava : "I nostri saggi dicono:'Cerca la pace nel tuo luogo'. Non si può cercare la pace in altro luogo che in se stessi finché qui non la si è trovata. E detto nel salmo: 'Non c'è pace nelle mie ossa a causa del mio peccato'. Quando l'uomo ha trovato la pace in se stesso, può mettersi a cercarla nel mondo intero".

 

Cominciare da noi stessi, un invito nel posto giusto: a Gerusalemme, punto di unità dei popoli e luogo di nascita di tutti i nostri ideali, dove la nostra fede è nata e dove siamo tornati per rinsaldarla.

E così abbiamo camminato: insieme, uniti nell’amore, aiutandoci gli uni gli altri, convinti che il Signore Risorto fosse accanto a noi: nostra unica Via.

Con l’orecchio teso per comprendere la volontà del Padre e nella preghiera di avere in dono il desiderio e la capacità di attuarla, certi che anche se le risposte relative alla nostra vocazione non saranno immediate, di sicuro saranno superlative, sovrabbondanti: e, quando giungeranno, supereranno ogni nostra attesa.

[MP]



Per vedere le foto del pellegrinaggio, visita la voce "Foto" sulla home page o clicca sui seguenti link:
Ringraziamo per le foto e video pubblicati l'Opera di Ravenna/Fabio/Ilaria&Simone/Marika.

E'in preparazione il dvd contenente le migliori immagini e video di tutti i partecipanti
Per maggiori info scrivi a: terrasanta2009 at murialdo.it



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2009 - Pellegrinaggio Giovani in Terra Santa n. 2


 
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