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19/06/2010

Corale in Albania




Un finesettimana straordinario, il 5-6 giugno scorso! Alle 8 in punto il gruppo della Corale Caput Castrorum e amici sbarca al porto di Durazzo dove trovano ad accoglierli p. Giovanni con la sua comunità: Adele dalla Sicilia, Cristina dalla Spagna, Laura dall’Argentina ed Ilia dall’Albania. Trasferimento in pullman all’Hotel Kështjella in riva al mare, sistemazione e colazione e subito via alla scoperta del Paese delle Aquile!

Si comincia con la visita a Casa Nazaret, in città sulla collina di Mosè, alle spalle della Moschea storica di Durazzo. Qui ha vissuto ed è stato ucciso l’8 ottobre 2001 p. Ettore Cunial, giuseppino del Murialdo: sacerdote e religioso esemplare, uomo di Dio dotato di particolari carismi di discernimento degli spiriti, di liberazione dal maligno e di consolazione delle anime in cerca di pace; missionario generoso fino al dono della vita. Ascoltiamo in silenzio il racconto della sua bella testimonianza che ci tocca profondamente, preghiamo con la sua preghiera alla SS. ma Trinità affidando alla sua intercessione le nostre intenzioni segrete.

A Tirana, capitale metropolitana, risaliamo il fiume Lana, arriviamo al boulevard dell’Università coi suoi edifici opera degli italiani al tempo dell’occupazione fascista (anni 1939-43), passiamo davanti all’Ambasciata d’Italia in Via Giovanni Paolo II, visitiamo la Cattedrale San Paolo, accolti da don Gjergji Meta, viceparroco e portavoce della Conferenza Episcopale Albanese; a sua richiesta la corale esegue il primo canto in Albania. Passando per la Piazza Gjergji Kastriot Skanderbeg, al centro della città e abbellita dal Museo Nazionale, dal Teatro dell’Opera, dalla Moschea più antica, torniamo a Durazzo per pranzare e ripartire subito per Fier, a Sud del Paese.

A Fier facciamo tappa al Qendra Sociale Murialdo dei Giuseppini: una bella realtà educativa dove i giovani trovano, assieme alla proposta di una visione cristiana della vita, formazione professionale nel CFP, aggregazione e animazione del tempo libero nell’Oratorio, sostegno scolastico, integrazione e aiuto nel Settore Sociale. Proseguiamo alla scoperta del contesto interreligioso, caratteristico dell’Albania: visitiamo la Chiesa Cattolica dell’Immacolata, con la sua esigua minoranza di fedeli, la Chiesa Ortodossa, accolti da papas Ilia, e la nuova Moschea con i suoi due minareti.

Tornati a Durazzo, dopo cena, per gli irriducibili ancora una passeggiata sul lungomare, al fresco della brezza marina e di… un gelato!

L’indomani Messa e Concerto alla Concattedrale Santa Lucia, nella parte antica di Durazzo: emozionati e applauditi: un bell’effetto l’insieme dei brani eseguiti, per un pubblico che va scoprendo il fascino del canto polifonico. Il Signor Matishi Gjeluci, scrittore e corrispondente di Radio Vaticana, ha avuto parole di particolare ammirazione, affermando: “Meritate un pubblico di più alto livello, in altre città del mondo!”. Dopo una visita a piedi alla città (anfiteatro, macellum, piazza del Comune, negozi…), pranzo all’Hotel e breve riposo in riva al mare.

Nel pomeriggio il gran finale. Visita all’abitazione di p. Giovanni e comunità, accanto alla Chiesa San Domenico, nella zona est della città e quindi trasferimento a Spitalla, periferia nord della città per la Messa e Concerto alla “Cattedrale”, una chiesa in legno da costruzione che da quattro anni è punto di riferimento per tante famiglie cattoliche scese dal nord-est montagnoso del Paese in cerca di fortuna nella piana, ex-palude di Durazzo. E’ la festa del Corpus Domini: i bambini accorrono, come sempre numerosi, la gente è composta e curiosa degli ospiti italiani. A conclusione della messa, si fa una breve processione col Santissimo, uscendo davanti alla Chiesa, benedicendo dal ponticello antistante il villaggio e tutti i presenti. Il Concerto affascina tutti, anche i bambini più irrequieti restano conquistati, gli applausi sono scroscianti, l’emozione sale e ci accomuna tutti; la naturalezza di un ambiente semplice e povero, la fraternità spontanea e il calore dei canti ci fanno tutti una ben unita famiglia, come se ci fossimo conosciuti da sempre; ed i bambini ricambiamo tanto amore con un loro canto alla Vergine “Të falemi Mari”. Lo scambio di doni interpreta visibilmente l’arricchimento reciproco per un’esperienza indimenticabile, immortalata da foto dentro e fuori la chiesa. A fatica ci separiamo dai bambini e dai loro abbracci.

Siamo tornati all’hotel per …l’ultima cena. Puntuale il pullman ci ha ricondotti al porto per salpare alle 23.00 verso Bari, raccogliendo nell’animo colmo di ricordi l’augurio delle luci della città che s’allontanava e ci ripeteva dolcemente “Naten e mire dhe Mirupafshim” (Buona notte e Arrivederci)


[A. Prestipino]



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2010 - Albania: Corale Caput Castrorum


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