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30/07/2010

E’ questo un posto che mi piace…



Inizia così il ritornello di una canzone che impazza tra i giovani, in questa calda estate italiana.

E per 15 giovani dell’Opera di Nostra Signora della Salute, e 3 insegnanti dell’ENGIM di Pinerolo, questo posto si chiama Romania.

Per questo gruppo di ragazzi, che vive in un quartiere torinese in cui capita spesso di sentir parlare romeno o di entrare in bar o gastronomie che ricordano molto più Bucarest che il capoluogo piemontese, non poteva esserci scelta più “controcorrente” che vivere la propria estate a Popesti Leordeni, presso la Fondazione Murialdo, alla scoperta di questa terra e di questa gente.

Per questo i giorni e le proposte fatte ai giovani sono state diversificate il più possibile, alternando momenti di servizio, a visite culturali ed incontri con testimoni che vivono ed operano in modo significativo sul territorio, condendo poi il tutto con l’incontro quotidiano con i coetanei che frequentano l’oratorio.

E se la Celebrazione Liturgica quotidiana, le riflessioni serali sulle giornate appena trascorse e l’Adorazione Eucaristica hanno scandito i ritmi delle giornate, altrettanto lo è stato il continuo “peregrinare” con autobus e Metropolitana per raggiungere i luoghi delle attivita’ o il profumo proveniente dalla cucina a ricordare che le squisitezze preparate dalla Signora Maria erano quesi pronte!

Troppo lungo sarebbe il descrivere quanto e cosa vissuto dai nostri ragazzi...

Mi affido a qualcuna delle loro impressioni venute dal loro cuore, l’ultimo giorno, in fase di verifica, per provare a dare un idea dell’esperienza.

Giulia ha lasciato il suo cuore nel repartino per bambini abbandonati, con handicap gravissimi, gestito dai Padri di Don Orione, dove per qualche ora abbiamo condiviso carezze, sorrisi, qualche gioco, la merenda, una passeggiata all’aria aperta...

Il pensiero di Roger torna invece al villaggio di Cojasca, dove insieme ai suoi compagni di avventura e con il sostegno della fondazione locale Fundatia Dezvoltarea Popoarelor e della scuola elementare del paese, si è organizzata una mini estate ragazzi di 2 giorni, alla quale, con meraviglia, gioia e semplicità, hanno preso parte circa 90 bimbi... tutti Rom... e sì... poiché Cojasca è un paese di 8000 abitanti tutti di etnia Rom. “Un'esperienza che questi bambini, abituati al disinteresse ed all’esclusione, non dimenticheranno mai”, ha commentato una responsabile di FDP... neppure Roger dimenticherà più la gioia ed il sorriso di questi piccoli.

Virginia lascia la Romania con il cuore rimasto in Danubiana... un quartiere ghetto a 4 km da Popesti Leordeni... grigi palazzi sorti attorno ad una enorme fabbrica di pneomatici ormai dismessa e nessun servizio, nessuna proposta per bambini e ragazzi.

In collaborazione con il Comune di Popesti Leordeni, i nostri, in una azione congiunta con gli animatori Romeni della nostra opera hanno portato per 2 giornate giochi, canti, danze, allegria a circa 90 bambini del quartiere, in una attività che sarà certo riproposta l’anno prossimo : l’Estate Ragazzi in Danubiana. Un occasione indimenticabile per questi bambini che, a causa della distanza ed assenza di mezzi, non possono raggiungere l’oratorio, ed una sfida per l’Oratorio stesso, che per la prima volta è andato fisicamente incontro alla gente. Per gli animatori Italiani e Romeni, un occasione unica di collaborazione... per noi (Giuseppini e Laici) che restiamo qui, una provocazione ad uscire dalle nostre strutture per incontrare l’altro!

Davide porta a casa invece la scoperta (e lo sconcerto che ne deriva), del mondo sommerso dei bambini e ragazzi di strada di Bucarest... quelli dei tombini, strafatti di colla, per alleviare solitudine e sofferenza... a raccontarci di loro, il Direttore della Fondazione Parada, che da anni si occupa di questi piccoli... a mostrarci le loro sofferenze, il Film di Pontecorvo “Parada”, che racconta la storia del Clown Miloud, iniziatore della Fondazione e... a farci riflettere, l’incontro ravvicinato, difficile, con alcuni di questi piccoli abitanti del mondo sommerso di Bucarest... 2, tra i 2500 che ancora oggi, in Romania, vivono per la strada.

Si potrebbe poi parlare dei magnifici paesaggi visti, dei monumenti, delle strade scassate, degli incontri fulminei con la gente, delle partite a calcio “Italia Romania” e di mille altre cose viste e sperimentate... ma non basterebbero 100 pagine.

Chiudo perciò questo breve racconto, nella certezza che ciascuno dei partecipanti a questa esperienza, è tornato a casa diverso, cresciuto, consapevole finalmente delle bellezze e delle miserie di questa terra e di questa gente, presso la quale ciascuno di loro ha lasciato un pezzo di cuore.

La vera sfida adesso è continuare ad avere lo stesso sguardo ed a lasciare il cuore nei confronti dei tanti Romeni che incontriamo ogni giorno nelle nostre città, per abbattere i pregiudizi e le discriminazioni e costruire rapporti di solidarietà ed amicizia! E’ Questo il posto che mi piace!!

Buona strada ragazzi e grazie di tutto.


[M. De Magistris]



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2010 - Un posto che mi piace


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