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11/08/2010

Per non dimenticare come eravamo




«Questa esperienza mi ha aiutato a non dimenticare come eravamo e da quale storia usciamo...»

Questo è stato il commento di Costantin durante la verifica... uno degli 8 giovani educatori dell’Oratorio dell’opera di Popesti che hanno vissuto, per la prima volta, un'esperienza di servizio in Albania la prima settimana di agosto.

Un viaggio in pulmino di 1000 Km attraverso il sud della Romania e poi la traversata di tutta la Bulgaria, la Macedonia ed infine l’Albania. 20 ore di montagne, colline, laghi, ore interminabili passate alle Dogane... già il viaggio è stato un’avventura ed una scoperta!!

Arrivati in Albania e accolti come re dalla comunità di giuseppina, a Durazzo, ci siamo subito messi all’opera, vivendo 6 giorni davvero intensi, tra attività di animazione estiva nei villaggi intorno a Durazzo, assieme agli animatori albanesi con attorno una sessantina di bambini ai quali sono stati proposti tanti giochi, canti e laboratori.

Non sono mancate le visite culturali al sito archeologico greco romano di Apollonia ed alla città di Durazzo.

Molto bella anche la mezza giornata passata a Fier in fraternità con il gruppo di giovani proveniente dalla nostra opera di Rossano, così come qualche ora di animazione con altri educatori di una parrocchia vicino Tirana. E poi le partite a calcio, i bagni al mare...

Molto toccante è stata la visita al Museo della Memoria dei martiri del Comunismo a Scutari e la chiacchierata con testimoni (una suora Clarissa ed un frate Francescano) che hanno vissuto sulla loro pelle il terribile periodo della dittatura e che ci hanno fatto partecipi della loro tragica esperienza personale di credenti, costretti a vivere la propria fede in mezzo ad un regime che ha fatto della distruzione della fede.. .di tutte le fedi... la propria bandiera.

Tutte le nostre giornate sono state poi scandite dalla preghiera delle Lodi e dalla S. Messa quotidiana, celebrata in italiano, albanese o romeno.

Cosa rimane nel cuore e cosa ha colpito maggiormente di questa prima, fantastica esperienza di un gruppo di giovani romeni in Albania?.

Nella verifica della settimana sono emerse molte cose: la difficoltà nel capirsi con gli animatori albanesi per via della lingua, il cambiamento di abitudini alimentari e la mancanza, a volte, delle comodità a cui si è abituati... il clima caldo, i paesaggi, le strade sgangherate di Durazzo, l’amicizia instauratasi con gli animatori albanesi... i bimbi e la loro gioia di vivere... il mare azzurro...

Ma soprattutto, da parte dei nostri giovani educatori Romeni, l’aver rivissuto per 7 giorni, una sorta di amarcord... In un paese dove un caotico e rapido sviluppo si accosta ad una crescente povertà... dove i bambini girano ancora a piedi scalzi e tutti impolverati, dove non ci sono reti fognarie, dove manca acqua e luce, dove alla macchina di lusso si accosta il carretto tirato dall’asino, dove per fare 2 km in auto ci impieghi 20 minuti facendo slalom tra una buca e l’altra, dove la gente ha voglia di fare, di riscattarsi, dove vi sono animatori poco più che adolescenti che, guidati da un sacerdote, per la prima volta si buttano nell’avventura dell’estate ragazzi; dove i laboratori li fai con i pezzi di scarto o di recupero, dove il sorriso è ancora gesto gratuito... dove un popolo che ha sofferto la dittatura, l’emigrazione di massa, la guerra civile e vuole uscire dalla miseria, alza la testa e, con Fede, prova, con coraggio e dignità, ad uscire dalla povertà per garantire un futuro ai propri figli.

Questa è un po l’Albania di oggi... questa è stata la Romania di qualche anno fa... ed i nostri giovani lo hanno sentito in modo prepotente nel loro cuore... nell’Albania si sono ritrovati... negli Albanesi, nei bambini Albanesi, hanno riconosciuto se stessi qualche tempo fa!... tutto ciò ha ricordato a loro chi sono stati, la loro storia passata.. L’Esperienza Albanese gli ha fatto comprendere dove sono adesso...e soprattutto ha posto semi preziosi di vita e di Fede per il futuro!!!

[M. De Magistris]




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2010 - Per non dimenticare come eravamo


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