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15/10/2010

Tavola rotonda sui minori a rischio a Foggia


All'interno delle manifestazioni per l'inaugurazione delle nuove strutture sportive dell'Oratorio dell'Opera San Michele di Foggia, il 14 ottobre 2010 nella Sala della Ricerca, si è tenuta la Tavola Rotonda: “Minori a rischio, tra l'emergenza educativa e la crisi economica” organizzata dalla Cooperativa AURA: la realtà che gestisce le attività di accoglienza murialdina in Foggia.

All’incontro, che ha visto una buona partecipazione di pubblico, sono intervenuti i rappresentanti delle principali parti in causa di quella che si conferma una delle problematiche indubbiamente più sentite dalla nostra realtà. Ciascuno ha fornito un proprio contributo, mettendo in luce aspetti diversi anche in base al ruolo ricoperto.

Alfonsina De Sario, Responsabile dell’ufficio minori della Questura di Foggia, apre il dibattito spiegando quali sono le situazioni che quell’ufficio deve affrontare in situazioni di devianza minorile: l’aumento di reati predatori, il comportamento violento di minori che, in mancanza di modelli solidi di riferimento come la famiglia, trovano quasi esaltazione nello sfidare le forze dell’ordine, come sia spesso difficile affidare questi ragazzi a case famiglia o ad altri tipi di comunità educative. Sulla stessa linea d’onda il successivo intervento di Mauro Laskavi, Giudice Onorario del Tribunale minorenni di Bari, che rileva la particolare gravità della situazione del comune di Foggia rispetto al capoluogo di regione, dove, a parità d’età, i reati compiuti manifestano una violenta recrudescenza e vanno dall’abuso sessuale fino addirittura all’omicidio. Da un’analisi condotta sul territorio di Foggia sono emersi degli interrogativi pregnanti che riguardano le risorse di cui dispone il territorio stesso e quali provvedimenti possano essere veramente applicati in tal senso. Il vero problema è di fornire una sistemazione a quei minori che versano in situazioni di completo disagio, in stato d’abbandono, senza genitori o parenti e senza risorse. In effetti, esiste sulla carta una mole di progetti e programmi di recupero di vario genere, ma molto spesso sono difficili da realizzare a causa della mancanza di copertura finanziaria. È per questo che deve farsi strada sempre più un’idea di recupero minorile basata su una logica di rete, dove l’obiettivo del recupero si raggiunge attraverso la piena collaborazione di tutte le forze in campo. Per non dimenticare che il cuore della tematica restano sempre i minori, durante il suo intervento, il magistrato fa appello alla Convenzione dell’ONU sui diritti del fanciullo, ricordando che “i diritti dei minori sono uguali a quelli degli altri”. Il contributo di Giuseppe Tucci, Coordinatore dell’Ufficio dei Servizi Sociali del Ministero della Giustizia, è imperniato su concetti importanti e spesso poco evidenti: la differenza fra ‘solidarietà meccanica’ e ‘solidarietà organica’, dove la prima include tutto ciò che riguarda il fatto economico, i servizi, la compravendita di beni, la seconda va ben oltre e si basa sui legami sociali, resi spesso difficili da diversi fattori. “Apparteniamo ad un mondo in cui è difficile creare legami e dove a pagarne il prezzo più alto sono proprio le fasce più deboli”, ha proseguito Tucci. Le amministrazioni pubbliche, nonché il legislatore e chiunque detti linee guida ed indirizzi politici si fanno carico di enormi responsabilità, ma è anche vero che esistono aspetti di fondo ai quali la politica non può arrivare, come ad esempio la mancanza di ascolto e di dialogo soprattutto nei confronti dei minori o il fatto di lasciare le strade della città impresidiate. I minori parlano attraverso codici linguistici con i quali segnalano ed esprimono il loro disagio, ma trovano gli adulti impreparati giacché spesso incapaci di ascoltarli. Ciò che spaventa più di tutto è che tale impreparazione genera un forte squilibrio nel rapporto adulti-minori e un senso di impotenza nei loro confronti. La questione del presidio delle strade, poi, è fondamentale: soprattutto per i più giovani, le strade diventano luogo di frequenza, aggregazione, e spesso (purtroppo) di ricerca delle proprie soluzioni, ma altrettanto spesso queste derivano da atteggiamenti violenti. La strada non può e non deve essere sempre la soluzione. E’ necessario dunque prima di tutto rendere la città vivibile, bisogna dare regole e recuperare quello che il Coordinatore definisce l’humus educativo con l’obiettivo di seminare dei ‘germi positivi’ e colmare pertanto quel ritardo che ci separa così nettamente dal mondo minorile. “Bisogna progettare, non solo distribuire risorse”. è quindi intervenuto Nicola Corvino, Dirigente dei Servizi Sociali del Comune di Foggia, che ha immediatamente preso spunto dal titolo dell’incontro per sottolineare quanto sia vero che la situazione della Capitanata si trova davvero al centro di una forte tensione fra emergenza educativa e crisi economica che impone tagli, ridimensionamenti, razionalizzazione. Ma allo stesso tempo afferma con grande sicurezza che il Comune di Foggia ha lasciato inalterato il budget per i servizi sociali rispetto allo scorso anno. Fermo restando che i costi sono sempre molto alti, nonostante i contributi del Ministero, le buone notizie non mancano. Nelle scuole, ad esempio, sono state attivate campagne di sensibilizzazione che hanno già dato dei buoni risultati. Inoltre, sono in cantiere progetti che includono: - stanziamento di sostegni per famiglie in difficoltà; - potenziamento di infrastrutture sociali (centri di ascolto, mediazione e centri diurni); - voucher per famiglie (con inclusione di attività di doposcuola e attività diverse con l’obiettivo di togliere i minori dalle strade). Sfortunatamente, il problema è sempre lo stesso: finchè non ci sarà la copertura finanziaria necessaria, non sarà possibile realizzare questi progetti. I successivi due contributi sono stati presentati da Marco Di Sabato e Vincenzo Tria, presidenti rispettivamente della Cooperativa Paidos di Lucera e della Cooperativa Aura di Foggia. Entrambi hanno portato le vere e proprie istanze delle comunità, i soggetti di sicuro più colpiti dalla situazione, convergendo in modo inequivocabile sul fatto che esse vengono schiacciate dalla effettiva e reale mancanza di risorse da un lato (che mette seriamente a rischio il regolare andamento delle attività), e dall’altro i rigidi dettami che la Regione impone per adeguarsi ai nuovi standard. “Abbiamo difficoltà ormai anche a mettere il piatto a tavola”, afferma Di Sabato; “Avalliamo l’idea di un’educativa domestica […], l’accoglienza residenziale solo in ultima ratio per i casi più difficili”, ha aggiunto Tria. L’ultimo intervento è stato quello di Carlo Di Cesare, Dirigente del Comune di Foggia Servizio Finanziario, il quale ha chiarito alcuni aspetti della politica finanziaria pubblica, spiegando che se cambia il meccanismo finanziario, tali modifiche ricadono anche sugli enti locali, a causa del recepimento delle direttive istituzionali. Questo per dire che se si effettuano dei tagli, non lo si fa per risparmiare, ma perché è la Regione che lo impone. In una realtà come quella di Foggia poi, le precedenti amministrazioni hanno pesato non poco sui bilanci mentre quella attuale ne paga le conseguenze ed è chiaro che bisogna prima saldare le posizioni debitorie per poi allinearsi con la spesa corrente. Tuttavia, l’attuale amministrazione ha voluto tenere in piedi il piano operativo, seppur con grandi sforzi. Il Comune di Foggia ha fatto e sta facendo la sua parte, il meccanismo finora ha funzionato bene tant’è che il primo piano di zona del Comune del 2005 ha ricevuto un premio di circa 800.000 Euro per la gestione virtuosa delle risorse. Le conclusioni dell’incontro sono state affidate all’Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Foggia, Pasquale Pellegrino. Nel suo intervento, egli ha ribadito ancora una volta che le difficoltà sono tante ed evidenti, soprattutto in questo particolare momento storico di crisi economica, ma ha anche affermato che nonostante i tagli sui fondi effettuati dal governo, il Comune di Foggia non è venuto meno ai suoi impegni, continuando in particolare a lavorare sul piano di zona. Infine, ha espresso l’auspicio di un percorso che porti presto all’ottimizzazione delle risorse (piuttosto che il loro aumento spesso sconsiderato, come è successo in passato) e alla collaborazione fattiva di tutte le parti coinvolte.
Il quadro generale emerso dal dibattito disegna una situazione, relativa al disagio minorile, di criticità. Foggia e la Capitanata, negli ultimi tempi, raccontano di omicidi tra adolescenti, giri di cocaina e incedi di scuole.

A minare ulteriormente la situazione poi il deficit delle pubbliche amministrazioni che, per evitare di sostenerne i costi, sembrano privilegiare interventi educativi a bassa soglia e inoltre, ritardando i pagamenti delle rette dovute ai servizi di educativa e di accoglienza residenziale, mettono a rischio qualità e continuità dei centri educativi. Del resto non può essere nascosto che quest'ultimo aspetto è stato uno di motivi che ha spinto la Cooperativa e l'Opera San Michele a rendere pubblica la grave situazione economica che mette a repentaglio una storia che dura da 25 anni. Gli amministratori comunali di Foggia, presenti all'incontro, oltre a descrivere quanto la città offre alle sue parti più deboli, ha promesso, a tal proposito, uno sforzo ed un impegno perché possa continuare ad operare una delle prime realtà di accoglienza a favore dei piccoli nata 25 anni fa nel territorio di Foggia.

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