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10/01/2012

Rispondere all'Amore si può?!


Si è tenuta a Cetraro (CS), dal 4 al 7 gennaio, la ormai tradizionale tre giorni invernale per i giovanissimi del centro sud. 118 partecipanti, tra giovani, accompagnatori e sacerdoti; ragazzi provenienti dalle nostre opere di Roma Sud, Napoli, San Giuseppe Vesuviano, Lucera e Rossano, divisi per fasce d’età in quattro campi distini – medie, I-II superiore, III-IV superiore, V superiore – I università – ma con un unico tema: Rispondere all’Amore si può?!, ispirato allo slogan annuale scelto dal Centro Nazionale Vocazioni della Conferenza Episcopale Italiana. Si è proposto, dunque, un tema vocazionale colorato dal carisma murialdino: si è partiti dall’invito a vivere con creatività, responsabilità e fedeltà la propria vocazione, per rispondere all’Amore eterno, personale, gratuito, infinito e misericordioso di Dio per ciascuno.

La grande novità di questo anno è stata l'introduzione della fascia V superiore - I università, che ha visto partecipare 11 ragazzi nel confronto sui temi fondamentali del «primo annuncio» cristiano: l’amore di Dio, il peccato, la salvezza in Gesù, la fede e la conversione, i doni dello Spirito Santo e la comunità.

Nell’ultima giornata abbracci, lacrime e sorrisi e un grosso arrivederci alla tre giorni di preparazione all’estate ragazzi!

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Di seguito i commenti dei ragazzi sull’esperienza…

 

Quattro giorni di giochi, momenti di riflessione, filmati, scenette e preghiere in cui abbiamo provato a dare una risposta alla seguente domanda: Rispondere all’Amore si può?, che ribadisce, ancora una volta, l’invito fatto da Gesù ad accoglierlo completamente nel proprio cuore lasciandosi andare all’Amore e al rispetto verso il prossimo. "I'mPOSSIBLE! E’ possibile questo amore! La prossima volta non si può rimanere un altro po’?
Enrico Catapano, campo  I –II superiore, San Giuseppe Vesuviano
 
Sembra strano tornare alla vita di tutti i giorni dopo tre giorni così ricchi di emozioni e risate.
Chi più chi meno è riuscito a dare qualcosa all'altro permettendo di definire questa tre giorni un vero successo.Perciò volevo ringraziare tutti voi perchè avete trasformato questa esperienza in un successo !!
Mario Di Virgilio, campo  3-4 superiore, Lucera
 
La tre giorni ha preso qualcosa da me. Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona. Sarà stata la stupenda ambientazione, o forse la preparazione dello staff,o la magica armonia che si era creata ,fatto sta che i tre giorni passati a Cetraro rimarranno sempre nei nostri cuori: svegliarsi con il brusio del mare ed andare a incontrare il Signore accompagnati dai nostri educatori, insieme a tanti altri ragazzi che come me credono, credono in Lui e credono che amare si può. Questa era l'atmosfera che si respirava, fra attente discussioni e allegre attività. L'ultimo giorno tante lacrime: eh si, tutti avrebbero preferito rinviare il ritorno alla quotidianità, ma è stato bello anche tornare a casa e rendersi conto che nonostante le distanze non si è mai soli, che tu sia di Roma, Lucera, Napoli o Rossano…siamo tutti fratelli, proviamo tutti a seguire i passi del Murialdo, siamo amati dallo stesso Padre, e possiamo portare quanto imparato nella nostra realtà… condividere la gioia la raddoppia!
Chiara Annunziata, campo 3-4 superiore, San Giuseppe Vesuviano
 
La colonia non è stata solo una reclusione entro quattro mura ma infinite vie che portano tutte verso l'amore per DIO. La tre giorni è iniziata con un quesito che poteva sembrare banale, "RISPONDERE ALL'AMORE SI PUO' ?" , un quesito dove su due piedi si poteva rispondere solo con un si, ma alla domanda "COME? " nascevano i primi dubbi. Come mia prima esperienza sono arrivato alla conclusione che rispondere all'amore si può!! Come?? con il dialogo, e guardando oltre... attraverso il dialogo ho conosciuto nella tre giorni persone che non pensavo di incontrare, dialogando puoi metterti a confronto con mille pensieri... il dialogo non è altro che un gesto d'amore, attraverso esso si possono risolvere e appacificare situazioni scomode, consolidare e fortificare rapporti già esistenti. Dietro ogni singola persona della tre giorni c'era Dio che ti aiutava a vivere ogni singolo secondo con un amore e una fede talmente grandi che hanno riempito il cuore... ecco il mio guardare oltre, questa tre giorni non è stato solo un viaggio di piacere, ma un cammino che mi ha portato verso le braccia del Signore, accompagnato da persone che non hanno fatto altro che lasciarmi cicatrici d'amore....
Gianfranco Bello, campo 3-4 superiore, San Giuseppe Vesuviano

Nuova vita. E' questo verso cui siamo puntati. Una nuova vita che ci renda sale della terra e luce del mondo. Noi, giovani del Murialdo, ci siamo resi conto ke le mani di Dio sono davvero buone mani; mani che ci strappano dalle insidie del peccato per lanciarci nella Sua luce. Quella di un padre che ci ama e ke vuole solo il meglio per i suoi figli.
L'immagine più bella?! Un re di nome Gesù che con una lanterna s'avvicina ad una porta ricoperta di spine, una porta apribile solo dall'interno: la porta del nostro cuore, a cui Gesù bussa e aspetta con giudiziosa calma che noi apriamo e ke lo accogliamo nella nostra vita. Riflessione, condivisione, preghiera e gioia in soli tre giorni ci hanno permesso di volere di più. Un amore più alto, eterno davvero ed infinitamente misericordioso: l'amore di Dio.
E undici è stato il nostro numero magico. Undici storie che si sono incontrate, apprezzate, piaciute...in soli 3 giorni siamo cresciuti insieme sia come cristiani che come donne e uomini che si accingono a vivere una precaria realtà con la forza di chi si riunisce nel nome di Dio, in comunità per migliorare e perseverare.
......L'aquila che converte la sua natura "pesante" ,la farfalla che si fa forte delle sue ali e il Volto Santo dell'Acheropita ci hanno rivelato il cammino che il grande Murialdo compì verso il Signore. Rispose all'amore. E anche noi come lui ci siamo accorti che davvero rispondere all'amore si può!
Occorre centrare il centro. Occorre centrare Dio!
Lisa Di Somma, campo V superiore – I università, San Giuseppe Vesuviano
 
Dalla seconda lettera ai Corinzi: “Le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne”.
Penso che sia proprio questo il finale del campo... in soli 3 gg avete davvero preso un pezzettino del mio cuore !
Paolo Emilio Stella, campo V superiore – I università, Roma Sud

Rispondere all'amore: si può, eh già dobbiamo sempre rispondere a questo sentimento, che si tratti dell'amore di un padre, di una madre, di un amico o di un ragazzo/a. Ma questa tre giorni mi ha insegnato che l'amore più forte è quello di DIO per noi: il suo amore è eterno, infinito e stabile come quello di un padre, tenero e misericordioso come quello di una madre. Lui ci ama sempre, qualunque cosa facciamo, non ci abbandona mai, è al nostro fianco in qualsiasi momento, siamo noi a dimenticarci di Lui, di quanto siamo importanti pe Dio, la sua porta è sempre aperta, siamo noi a dover decidere se farlo entrare o continuare a vivere nel peccato, perchè Lui non ci obbliga ad amarlo. In questo mondo dominato dalla guerra, dall'egoismo e dall'odio è difficile credere in Dio, ma Lui c'è, e anche se ci poniamo queste domande non significa che non siamo cristiani, ma essere cristiani vuol dire proprio questo, cercare delle risposte.Questi interrogativi non devono allontanarci da lui, noi non dobbiamo mai scordarci di quanto ci ama, Lui ci accetta così come siamo, con i nostri pregi ed i nostri innumerevoli difetti: non pretende di cambiarci, ci ama in modo incondizionato. Io non dimenticherò mai di quanto Lui mi ama perchè sentirsi amati è la cosa più bella del mondo!!
Francesca Loscocco, campo V superiore – I università,  Lucera










 

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