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11/10/2013

Giocare, Imparare e Pregare a Taranto




Se nel suo celebre film Julia Roberts mangia, prega e ama in giro per il mondo, i giovani dell’opera “Gesù Divin Lavoratore” di Taranto,  spostandosi solamente di un paio di chilometri hanno giocato, imparato e pregato sui passi di San Leonardo Murialdo.

“Giocare, imparare, pregare” è stato, infatti, lo slogan che ha caratterizzato la GGP tarantina, la Giornata Giovanile Parrocchiale, organizzata da P. Sergio con l’ausilio di P. Giuseppe d’Oria dell’opera giuseppina di Roma domenica 6 ottobre 2013.

Immersi nella quiete del Seminario Arcivescovile di Taranto, i giovani appartenenti alle varie associazioni dell’opera si sono confrontati, in un clima di condivisione, unione e amicizia, sul significato di questi tre verbi: cosa vuol dire “giocare”? E “imparare”? “Pregare”? Ognuno ha cercato di dare una propria definizione di questi a seconda del proprio vissuto, delle proprie esperienze e della propria età, dato che i giovani coprivano una fascia dai 13 ai 40 anni (sì, anche i quarantenni possono considerarsi giovani, a Taranto)!
P. Giuseppe ha permesso a tutti di guardare le proprie vite con gli occhi del cuore, dando valore al proprio posto nel mondo, cercando di capire quale sia la vocazione di ognuno, cioè quello a cui il Signore ci chiama ogni giorno.
Come si fa a capire qual è il nostro posto? Non ci sono regole matematiche, ma possiamo seguire una bussola molto speciale, in cui i quattro aghi ci indicano direzioni inedite: Altezza, Larghezza, Profondità e Lunghezza.

Attraverso la prima possiamo volgere il nostro sguardo verso l’Alto, da cui il Padre ci indica il cammino da seguire; con la seconda impariamo ad avere larghezza nelle nostre vedute, opinioni e nel nostro modo di relazionarci con il mondo; con la terza abbiamo la possibilità di scendere nel profondo di noi stessi per comprendere la nostra identità e fare scelte che siano nostre, non di qualcun altro o per far piacere ad altri; con l’ultima possiamo proiettarci nel futuro, per progettare ciò che saremo a partire da quello che siamo e da ciò che siamo stati. Tutto questo per coltivare e scoprire giorno dopo giorno la nostra unicità, l’essere amati in modo unico ed irripetibile da Dio, perché ognuno di noi è importante agli occhi del Signore cosi come è. La ricchezza di spunti di riflessione ha permesso a tutti di aggiungere al proprio cammino personale un tassello in più di quell’Amore infinito che viene dall’alto, proprio come all’infinito sono i tempi dei verbi del Murialdo: Giocare, Imparare, Pregare!


[D. Tegas e A. Bello]




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