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Vita interiore, vita spirituale


(tratto da Enzo Bianchi: Cristiani nella società, Rizzoli, p.159-163)


Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Santo è il tempio di Dio che siete voi (1 Cor 3,16-17).



Vorrei tentare di tracciare in questo capitolo, per quanto è possibile attraverso una breve meditazione, il profilo della vita spirituale cristiana e di conseguenza quali siano i mezzi per viverla in pienezza secondo la misura della fede vissuta e dei doni ricevuti. Occorre subito dire che la vita spirituale non è una vita oltre o al di sopra della realtà quotidiana, ma è vissuta nell'esistenza umana di tutti i giorni, senza evasioni e senza esenzioni; non va dunque contrapposta alla vita materiale «corporea», perché essendo vissuta da un uomo, essere di terra, essa riguarda tutta la sua persona, anche la sua carne.

Va anche detto che l'espressione «vita spirituale» è molto ampia, perfino ambigua, perché riguarda tutti gli uomini, ogni persona, sia essa credente o no, cristiana o appartenente ad altre vie religiose: infatti è una dimensione dell'esperienza umana, proprio perché ogni uomo vive «spiritualmente».

Quando nell'uomo insorge la domanda di senso, quando l'uomo attratto dalla conoscenza di se stesso inizia a esplorare ciò che a lui è interiore, quando inizia a osservare il mondo, ad ascoltare, a pensare, a meditare, a interpretare, e di conseguenza a scegliere, a decidere, ad assumere sentimenti e comportamenti, allora inizia in lui la vita spirituale.

Fondamento della vita spirituale è l’esigenza di senso che abita l'uomo; per invenire questo senso egli deve dunque cercare, vivere, esperimentare in profondità: ecco perché la vita spirituale può anche essere detta vita interiore. Non a caso, quando si pensa alla vita interiore di una persona, noi cerchiamo di intravedere ciò che c'è in lei di più profondo, le sue motivazioni ultime, il suo fondamento vitale, i suoi ideali.

L'oracolo di Delfi continua a chiedere: «Uomo, conosci te stesso!». Chiede interiorizzazione, integrazione delle esperienze e degli eventi vissuti, per giungere, pur accettando l'enigma che ci abita, a interpretarci. Anche Platone osserva nell'Apologia di Socrate: «Chi non si interroga su se stesso non vive una vita umana». Le domande: «Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Cosa ci brucia nel cuore? Chi sono gli altri per noi?» devono essere ripetute in quella struttura dialogica interiore che è la coscienza e così aprire itinerari di senso, di speranza dunque.

E tuttavia, se questa vita interiore o spirituale appartiene a ogni uomo - che può svilupparla oppure non custodirla lasciando, soprattutto oggi, «spazio a quella omologazione dell'intimo cui tendono le società conformiste» (Umberto Galimberti) -, la vita spirituale cristiana la trascende e non appartiene a tutti ma a quelli che «si lasciano guidare dallo Spirito di Dio» (cfr. Gal 5,18): la vita spirituale cristiana è dunque una vita possibile solo a causa dello Spirito santo creatore che la fa essere, che la ispira, che la sostiene, che la porta a una pienezza impossibile da raggiungersi dalle forze umane. Questa vita spirituale cristiana ha relazione con quella spirituale-interiore umana, ma la trascende; può solo essere, infatti, una risposta di fede, speranza, carità al Dio che chiama, che si lascia raccontare da Gesù Cristo, che si fa presenza efficace nello Spirito santo.

La vita spirituale cristiana nasce dalla parola rivolta da Dio al cristiano nel battesimo: «Tu sei mio figlio!», figlio nel Figlio Gesù Cristo, dunque figlio amato, figlio chiamato a «respirare lo Spirito santo» (come amano dire i padri orientali e Guglielmo di Saint-Thierry dopo di loro) partecipando così alla vita stessa di Dio.

Vita interiore - ed esteriore! - animata e normata dallo Spirito santo è dunque la vita spirituale cristiana che può essere raccontata o spiegata da molte espres¬sioni di Paolo: «vita nascosta con Cristo in Dio» (Col 3,3), vita che è Cristo stesso (cfr. Col 3,4), vita dell’ «uomo interiore che si rinnova di giorno in giorno» (2Cor 4,16), «vita nuova» in cui il cristiano cammina (cfr. Rm 6,4), fino alle affermazioni vertiginose, quasi indicibili: «Non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me» (Gal 2,20), e anche: «Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno» (Fil 1,21). Qui occorre però subito prestare attenzione e vigilare per non cadere nell'equivoco di una vita che pensa di poter essere «spirituale» solo attraverso l'esperiènza cri¬stiana liturgica o gnoseologica: no! È esperienza pratica, è una scienza, una conoscenza data soprattutto attraverso una conformazione reale della propria vita a quella di Gesù Cristo.

È questa pratica che fornisce gli elementi della spiritualità cristiana, sinergia «della grazia santificante che è lo Spirito santo» (Karl Rahner) e dello spirito dell'uomo con la «s» minuscola. Ma dove inizia l'azione dello Spirito di Dio e termina quella dello spirito dell'uomo? Chi lo può dire? Impossibile circoscrivere il dominio della grazia, in rapporto all'essere uomo... È una respirazione in noi talmente profonda che a un certo punto non è più nostra: un altro respiro in noi! «Respirare, o invisibile preghiera», poetizza Rilke. Preghiera: gemito dell'uomo o dello Spirito?

Da quanto abbiamo cercato di abbozzare è comprensibile dunque che per la vita spirituale si sia pensato e individuato un luogo, una fonte, un organo simbolico: è stato il cuore umano a fornirne l'immagine più adeguata, per il suo essere interiore profondo nell'uomo, per il suo essere palpitante, vivificante tutto il corpo, per il suo essere tenero, «di carne»... Così nella tradizione biblica e poi in quella cristiana è il cuore l'organo della vita spirituale, perché sede del pensiero, della volontà, dell'amore.

Sì, in noi c'è questo spazio che tuttavia, a causa del peccato, è refrattario, contraddittorio allo Spirito santo, è «cuore di pietra» (litho-kardia), «cuore indurito» (sklero-kardia), ma cuore che lo Spirito può cambiare con il nostro consenso in «cuore di carne» (cfr. Ez 36,26 e 2Cor 3,3), cuore capace nella sua interezza di amare Dio e i fratelli (cfr. Dt 6,5 e Rm 5,5), cuore che sa ascoltare (cfr. iRe 3,9 e Le 8,15), cuore dimora dello Spirito santo (cfr. Gai 4,6). Il profeta Isaia richiamava i figli d'Israele a «ritornare al cuore» (redite ad cor, Is 46,8), e l'apostolo Giacomo chiede ai cristiani: «Santificate il vostro cuore» (Gc 4,8).

Questa è la vita spirituale...





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