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Lettera circolare n.59 - 1 aprile 2011


GIUSEPPINI DEL MURIALDO
 
PROVINCIA ITALIANA SANTA FAMIGLIA DI NAZARETH

LETTERA AI CONFRATELLI

Lc 59/11
Roma, 1 aprile 2011

 


Rinnovare speranza e fiducia


Carissimi confratelli.

Scrivo da Buenos Aires dove con il consiglio generale e i superiori provinciali partecipo alla Conferenza Interprovinciale, l’ultima di questo sessennio 2006-2012, e che ha come tema la preparazione del Capitolo Generale XXII.

Tra una riunione e l’altra c’è spazio per parlare e scambiare notizie ed opinioni.

Intanto un saluto cordiale da tutti i confratelli qui presenti a tutti voi, poi, certo, qualcuno manda saluti particolari a chi conosce meglio, ai confratelli del suo corso o ai confratelli con cui ha condiviso un pezzo della sua vita. Piccola cosa, dirà qualcuno, ma segno di legami che persistono, che fanno bene, che costruiscono famiglia.

La prima impressione che ricavo è che le persone, ciascuno di noi, sono il primo bene della nostra famiglia religiosa. Il discorso parte e torna alle persone concrete, a quello che siamo e a quello che vorremmo essere. Un parlare fatto di rispetto, di discrezione, anche quando si mettono in luce limiti e fragilità, forse soprattutto in queste occasioni. Per me è un esame di coscienza continuo: il bene delle persone, il loro cammino di consacrazione, i loro passaggi esistenziali, i loro cambi di servizio e di comunità, le loro doti e i loro limiti… un panorama che mi si impone prima di ogni altra cosa.

Quindi le opere: è bello sentire il bene che si compie, non perché sia capace di risolvere ogni problema ma perché è una risposta concreta, efficace, incarnata dentro una realtà che la richiede. Realtà diverse, molto distanti tra loro per cultura ed impostazione, ma tutte impregnate dallo stesso carisma dei Giuseppini del Murialdo, condiviso con tanti laici. Il discorso cade molto sul tema vocazionale, sulla formazione iniziale, risorsa e problema continua sia per i numeri come per le scelte di cammini e processi formativi. E per ora, non siamo ancora arrivati a parlare di economia…

Ieri abbiamo celebrato la memoria della morte di San Leonardo Murialdo nella chiesa parrocchia di Villa Bosch, piena di ragazzi della scuola primaria e secondaria del “Pio XII”. Nell’omelia della concelebrazione presieduta dal padre generale, don Mario con esempi ricordava come il Murialdo avesse tratti di bontà, di misericordia di paziente attesa nei riguardi di giovani difficili ed indisciplinati, e, nello stesso tempo, sapesse apprezzare anche il minimo segno positivo la più piccola risorsa che ogni ragazzo presenta.

Insomma rinnoviamo la speranza e la fiducia. In questi giorni mi vengono in mente certe preghiera che si trovano nella Scrittura, come ad esempio quella di Mosè in Esodo 33,15. Anch’io sento il bisogno di dire così, anche alla luce del salmo 127, versetto 1: “Se il Signore non costruisce la casa, invano faticano i costruttori”. Non è la fuga dalla realtà, è il riconoscere che pensiamo ed agiamo da consacrati, che vogliono leggere la storia, piccola o grande che sia, con occhi di credenti.

Spero di tornare a casa non solo con un bel documento, ma soprattutto con uno spirito fortificato dalla comunione con questi fratelli che insieme condividono il servizio dell’autorità, e mi auguro di avere la capacità di poterne fare parte con tutti voi.

Un saluto ed una preghiera per ciascuno.




d. Tullio Locatelli,
sup. pr.

 



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