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Lettera circolare n.70 - 1 marzo 2012


GIUSEPPINI DEL MURIALDO
 
PROVINCIA ITALIANA SANTA FAMIGLIA DI NAZARETH

LETTERA AI CONFRATELLI

Lc 70/12
Roma, 1 marzo 2012

 

Carisma, servizio, organizzazione

Carissimi confratelli.

Continuo la riflessione sul documento finale del nostro capitolo provinciale, nella speranza che se ne possano mettere in luce le idee di fondo e cosìavere un orizzonte comune in vista dei prossimi appuntamenti.

Nel testo ci sono molti elementi che riguardano il carisma, non ci si dimentica (anche se non molto sviluppato) dei destinatari del nostro servizio, si indicano alcuni atteggiamenti ed alcune scelte per una organizzazione che sia non solo più efficiente ma anche più efficace.

Questi tre elementi sono presenti in modo diseguale nelle varie parti del documento, ad esempio il carisma è più presente nella prima parte, mentre la seconda parte e la terza sono più facilmente leggibili e traducibili in termini di organizzazione, visto che parlano di governo e di amministrazione.

Se il carisma esprime l’orizzonte di fondo che regge ogni nostra azione, il servizio ci ricorda per chi noi siamo, l’organizzazione è l’insieme delle modalità che ci aiutano a dare continuità ed espressione concreta al servizio.

Una dimensione ha bisogno dell’altra e si fecondano vicendevolmente. L’organizzazione senza il carisma e il servizio, perderebbe la sua anima e la sua destinazione, e noi saremmo solo delle pedine dentro un sistema, magari anche buono ma non il nostro, non quello di persone consacrate.A cosa si ridurrebbe il carisma se nonfosse concretamente attualizzato nel servizio verso i giovani e secondo un certo ordine organizzativo? Infine, il nostro servire trova nel carisma una fonte di motivazioni e nell’organizzazione un sostegno contro la dispersione.

Tre dimensioni, quindi, che vanno curate insieme, che chiamano in causa la nostra disponibilità di esserecreativi nella fedeltà e che misurano nel tempo la nostra capacità di incarnazione.

Questo compito oggi chiama in campo la “comunità murialdina”, cioè laici e religiosi insieme.

Credo che oramai sia cresciuta di molto la sensibilità verso la costruzione della comunità murialdina, che nella prospettiva messaa tema da questa lettera, trova un punto di riferimento fondamentale, a partire da una convinzione: sia i laici e sia i religiosi sono chiamati in causa per il carisma, il servizio e l’organizzazione. Non si tratta infatti di ragionare come se fossero tre settori separati e quindi di affidare in modo disgiunto qualcosa ai religiosi e qualcosa ai laici, ma di viverli e di interpretarli insieme nel concreto dell’opera in cui ci troviamo.

Fare il bene, bene, è indicazione di uno stile che sa coniugare idealità e professionalità, nel rispetto dei destinatari del servizio e nell’essere sempre legati alla origine.

Un cammino sempre da reealizzare, per cui invochiamo in modo particolare San Giuseppe, in questo mese a lui dedicato, perché ci aiuti ad essere fedeli al dono ricevuto di essere sulla sua scia educatori nell’oggi della chiesa e del mondo.

Una preghiera per tutti.


d. Tullio, sup. provinciale

 

 

 


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