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Profilo del consigliere provinciale




Introduzione

Il consigliere provinciale ha un ruolo chiave nell’informare, consigliare ed assistere in materia pastorale la provincia italiana. In occasione della creazione della rete organizzativa provinciale, per coordinamenti ed aree, tutti i membri hanno colto come necessario fissare il profilo ed i compiti propri. Gli importanti sviluppi operati, rendono necessario una revisione ed una modifica di tale profilo, una nuova comprensione del consiglio e del consigliere provinciale, al fine di adattarlo alle nuove circostanze in cui la provincia Italiana si trova ad operare.


Profilo del consigliere provinciale

Obiettivi:

  • Definire i principali requisiti e le principali competenze che un consigliere provinciale deve possedere.

  • Chiarire il ruolo del consigliere provinciale all’interno della propria rispettiva Area di competenza.


Principali compiti del consigliere provinciale nell’AREA Pastorale

Potremmo comprenderlo come un “agente d’integrazione” all’interno dell’area contribuisce al funzionamento della rete degli organismi.

Allo scopo di mantenere i vantaggi di una solida “rete umana”, sarà necessario assicurare che la buona cooperazione tra gli operatori pastorali all’interno della rete degli organismi territoriali non dipenda essenzialmente dal fatto che si conoscano personalmente, ma piuttosto da una comune concezione e comprensione degli obiettivi, dei metodi e degli strumenti di tale cooperazione.

La riorganizzazione della nostra Provincia Italiana dà più spazio, ma anche maggiore responsabilità, agli organismi territoriali. Da qui l’importanza dei frammenti esperenziali, del decentramento pastorale poiché la nostra pastorale è sempre di più una proposta di vita. Da qui la grande questione della conversione pastorale ripresa dal convegno ecclesiale di Palermo e di Verona, ma non nell’ottica di processi unilaterali ma come un saper partire dai luoghi di vita, una pastorale integrata dalla comunità cristiana, al territorio e viceversa


Ruolo del consigliere nei confronti del consiglio:

  • Seguire le attività di animazione pastorale di cui ne è responsabile.

  • Promuovere la Pastorale Giuseppina.

  • Fornire informazioni/discernimento sul bisogno formativo

  • Fornire informazioni/discernimento sulle condizioni delle Opere.

  • Fornire informazioni/discernimento sugli ostacoli alla mobilità e al cambiamento, proporre soluzioni appropriate per superare gli ostacoli.


Ruolo del consigliere all’interno della provincia:

  • Promuovere l’AREA presso le comunità - Opere.

  • Fornire assistenza alle Comunità/Opere attraverso attività d’informazione e/o formazione.

  • Divulgare informazioni sulla buona pratica pastorale e favorire l’apertura al confronto e alla condivisione.

  • Essere la principale fonte d’informazione sulle questioni apostoliche pastorali.

  • Favorire i legami tra gli organismi territoriali e le Comunità/Opere.


Ruolo del consigliere come parte della rete transnazionale ed ecclesiale:

  • Fornire informazioni/formazione di Pastorale Giuseppina per la Romania ed Albania e le altre province: USA; Africa; Argentina –Cile; Brasile etc. per le realtà dipendenti dalla Casa Generalizia

  • Essere una via d’accesso ed una risorsa per i confratelli in Romania ed in Albania, facenti parte della rete apostolica pastorale dell’Area.

  • Iniziare e promuovere progetti a dimensione transnazionale.

  • Favorire e legami e le relazioni con gli organismi ecclesiali nazionali: CEI; CISM etc.


Il consigliere Provinciale negli organismi territoriali:

  • Fornire orientamento in materia catechetico - Pastorale.

  • Cooperare con i responsabili degli organismi territoriali e con altre strutture ed iniziative locali per la pastorale Giuseppina.

  • Promuovere ed incrementare il livello di conoscenza dell’AREA negli organismi territoriali.

Questa breve descrizione nasce dall'esigenza di comprendere meglio il ruolo e il significato del Consigliere provinciale per la Pastorale e i compiti e le caratteristiche del consigliere. In una parola per cercare di capire quale sia il senso del “consigliare” nel consiglio provinciale.

Quando venni sollecitato a far parte del consiglio della provincia Italiana devo confessare che avevo una conoscenza assai vaga di questi temi. Pensavo di essere chiamato ad offrire un po' di tempo per compiti più che altro pratici e organizzativi o, al massimo, pensavo di poter suggerire qualche piccola idea riguardo la pastorale o la catechesi.

Dopo essere stato eletto ho cominciato ad informarmi con maggiore serietà, stimolato anche dalla nuova riorganizzazione della provincia religiosa.

Qualche scambio di idee con alcuni di voi, come prevedibile, mi ha confermato che l'esigenza di approfondire meglio questi argomenti era abbastanza diffusa, soprattutto tra i nuovi eletti.

Il consigliere provinciale dovrebbe porsi come fondamentale esigenza quella di:

  • essere in comunione con la comunità che in certo modo rappresenta;
  • di operare perché la vita della provincia abbia una maggiore unitarietà;
  • di aver cura che la nostra provincia diventi una famiglia sempre più accogliente, dove nessuno, si senta escluso
Alcune domande aperte al confronto:
  • Attraverso quali forme è possibile far conoscere i nostri lavori all'intera comunità provinciale?
  • In quale modo sollecitare i confratelli ad esprimere le loro aspettative e i loro bisogni?
  • Quali strumenti mettere in atto per raccogliere le opinioni e le necessità della provincia?

Di questo propongo che si discuta in modo approfondito perché non è sicuramente tema che possa risolversi con un giornalino, un manifesto o una riunione in più, ma da qualcosa poi si dovrà pur partire per migliorare questo aspetto della nostra provincia.


Lo stile di lavoro del Consigliere pastorale nell’AREA

Il Consigliere provinciale Pastorale per l’Area deve evitare di essere trascinato, da una serie di iniziative incalzanti, a rincorrere la quotidianità.

E gli obiettivi che ci si pone sono quanto mai ambiziosi, Che potremmo raccogliere citando l'enciclica Novo Millennio Ineunte con il suo invito ad un atteggiamento di apertura al futuro, al rilancio dell'azione missionaria della Chiesa, alla sequela di Cristo, secondo il grido di Giovanni Paolo II: "Prendere il largo", "Duc in altum" (Lc 5,4).

Il Consigliere pastorale, infatti, non è chiamato a fare opera di conservazione immobilistica, ma di evangelizzazione, di annuncio, di dialogo creativo.



Conclusione

Restano ovviamente altri importante aspetti da approfondire, ad esempio il tema del rapporto tra il Consigliare e il Presiedere i processi, che non mi sembra sia stato ancora trattato; o ancora la formazione dei consiglieri.

Vorrei infine concludere questi appunti con un invito ad affrontare con sollecitudine, ma con un consiglio che sia "Non dunque una semplice raccolta di pareri, ma una istruzione di causa, che richiede indagine e creatività " due argomenti che mi sembra concretizzino il tema della carità e della comunione nella nostra provincia.


 
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